OROSCOPO
martedì 21 novembre 2017
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GIORNI DECISIVI PER ALITALIA

15 ottobre 2017

Il Governo ha concesso altri sei mesi di tempo per decidere sulle sorti di Alitalia. Entro il 30 aprile i tre commissari dovranno prima pronunciarsi sulle modalità di cessione della ex cosiddetta compagnia di bandiera, che entro il 30 settembre dovrà restituire i 900 milioni di euro prestati da Palazzo Chigi per impedire il fallimento completo della società, dopo che agli iniziali 600 se ne sono aggiunti altri 300 erogati in settimana. Ma rimane fermo il termine di lunedì 16 ottobre, entro il quale dovranno farsi avanti i pretendenti all'acquisto di Alitalia. Secondo indiscrezioni non smentite, si sarebbero fatte avanti la tedesca Lufthansa, la low cost inglese Easyjet e il fondo finanziario Cerberus, forse interessato a imbarcare nella impresa come alleata una compagnia aerea. Vedremo in settimana gli sviluppi di questa vicenda, metafora emblematica del disastro industriale del nostro Paese. Una società, una volta fiore all'occhiello del Made in Italy, è miseramente crollata sul mercato per colpe chiaramente manageriali, sprechi, gestioni para fallimentari. Tutti hanno contribuito a questo insuccesso tricolore. Pubblici, privati, italiani, stranieri.

Capitani coraggiosi di una presunta rinascita aziendale, compagnie straniere europee e arabe che sembravano provvidenziali deus ex machina, manager arrivati con grandi idee e scarsi risultati da altri settori. Insomma un vero e proprio fallimento. Scelte scellerate prese una dopo l'altra. Abbandono del lungo raggio quando invece la concorrenza internazionale ci si buttava sopra, per contrastare la caduta del mercato sul breve raggio a causa della progressiva crescita delle low cost su questo segmento di mercato. Concentrazione su tratte interne come la Roma-Milano, quando esplodeva l'alta velocità ferroviaria. Taglio dei costi del personale e dei servizi a bordo, quando la concorrenza invece aumentava questo tipo di offerta per diversificare e aumentare i ricavi. Insomma non ne hanno azzeccata una. Grandi nomi, o presunti tali, si sono bruciati sulla tolda di Alitalia. E danni non indifferenti li hanno fatti i vari governi di questi anni. Non hanno saputo assecondare la naturale vocazione di un paese ad altissima offerta turistica e quindi bisognoso di una compagnia aerea che sostenesse la crescita di questo settore economico. E con flussi di traffico quasi automatici e ricchi, calcolando la concentrazione di nostri connazionali in paesi extra europei. Adesso dobbiamo sperare nella elemosina di qualche vettore europeo per vedere ancora in piedi la nostra compagnia. Ma le premesse sono drammatiche. Lufthansa si è detta interessata solo ad una "nuova " Alitalia, ergo ad una compagnia che venga alleggerita e di molto dei suoi 9645 dipendenti fissi e dei 1000 stagionali. Si preannuncia una stagione di lacrime e sangue. Ma, visti i rinvii decisi dal Governo, dopo le elezioni...

Giuliano Zoppis

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