OROSCOPO
giovedì 19 ottobre 2017
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FALSA PARTENZA PER NOMINA GOVERNATORE BANKITALIA

14 luglio 2017

E’ facile parlar male delle banche in Italia. In un convegno, in un dibattito, nel corso di un intervento pubblico, appena lo si fa, si strappa uno scontato applauso con ampi segni di approvazione. La reputazione del sistema nel nostro Paese, ma ovunque è cosi, è molto bassa. Inutile stare a spiegare i motivi, molti e differenti fra loro. Forte di questo, nel suo nuovo libro l’ex Premier ha spiegato che le banche gli stanno da sempre ‘’antipatiche’’ e per rafforzare meglio il concetto ha esteso questo suo scarso feeling anche nei confronti della Banca d’Italia, un giorno tempio inviolabile e oggi esposta agli attacchi della politica. Renzi lamenta il fatto di essersi affidato quasi totalmente alle considerazioni di via Nazionale sulla valutazione della crisi e sul reale stato di salute del settore creditizio nostrano, ‘’facendo un errore’’. Non si leggono invece osservazioni sulle scelte del suo Governo e di quelli precedenti, almeno a partire dal 2008, quando dallo scoppio della crisi mondiale la quasi totalità’ dei paesi occidentali ha provveduto, senza alcuno scrupolo, a mettere in sicurezza il proprio sistema bancario con amplissime iniezioni di capitale pubblico. Da noi non si è fatto, soprattutto perché hanno prevalso originali analisi sulla solidità del sistema o sul fatto che ci si trovasse di fronte a isolati casi di crisi. E male si è fatto, visto che oggi dopo l’intervento pubblico a salvataggio delle banche in default si proclama a gran voce e con enfasi la messa in sicurezza del sistema. 

Merito politico del Governo Gentiloni e del suo ministro dell’Economia che con sano pragmatismo hanno saputo muoversi nei meandri di una regolamentazione complessa, centrando però l’obiettivo atteso. Ecco allora che molti hanno letto nelle dure critiche dell’ex Premier a via Nazionale un attacco diretto al suo capo, Ignazio Visco, che in autunno termina il suo mandato, con la chance (pare sostenuta ad alto livello istituzionale) di essere riconfermato. Ballano altri nomi, altre candidature, interne ed esterne, forse ben viste da alcuni ambienti, ma certo che un avvio così di ‘’campagna elettorale’’ per Bankitalia sa tanto di falsa partenza. Intanto Ignazio Visco in settimana è intervenuto con chiarezza sulla congiuntura delle nostre banche, sottolineando pregi e difetti dell’attuale normativa sui salvataggi appena effettuati, legati i primi alla sapienza con cui sono state combinate le troppe e diverse discipline europee in materia, legati i secondi ai tempi non brevi degli interventi, ad una qualche criticità nella comunicazione fra i vari soggetti chiamati alla bisogna, allo scarso coordinamento più in generale fra le varie autorità e istituzioni indipendenti. E, nonostante le lettura buoniste che si sono volute dare alle sue parole, Visco non ha lesinato critiche e risparmiato sugli indirizzi da prendere. Come quando ha detto che molte delle difficoltà serie affrontate da alcune banche non siano solo riconducili alla recessione, ma anche alla carenza di guida manageriale e di condotta poco limpida nella erogazione del credito, e in alcuni casi, aggravate da comportamenti fraudolenti. 

Parlando poi dei prossimi interventi regolatori da parte delle troppe istituzioni finanziarie europee, Visco ha detto che questo rappresenterà un problema serio e che, di conseguenza, le banche che non riusciranno a fronteggiare queste nuove pressioni dovranno, per evitare danni alla clientela, uscire dal mercato con aggregazioni e cessioni. Alla faccia del buonismo. Per chiudere il Governatore dice chiaro chiaro che la soluzione delle crisi aziendali dissestate, grazie all’intervento pubblico, e la ripresa economica stanno dissipando i rischi di tenuta del sistema ed una maggiore fiducia sui mercati, ma molto rimane da fare. E siccome la Bankitalia non si può sostituire agli amministratori delle banche nelle decisioni di impresa, siano loro a puntare su una maggiore efficienza e produttività delle strutture che guidano, tagliando costi, puntando a maggiori dimensioni, investendo in nuove tecnologie.
(ITALPRESS).

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