OROSCOPO
giovedì 24 agosto 2017
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DRAGHI SORRIDE, QUALCOSA SI MUOVE?

10 marzo 2017

Immaginare l'utilizzo del linguaggio del corpo come un qualsiasi indicatore economico è certamente azzardato, ma il volto sorridente di Mario Draghi che abbiamo visto ieri durante la conferenza stampa del presidente della Bce certo è mille volte più significativo di una tabella o di un corposo documento tecnico. Per la prima volta dopo mesi durissimi, i toni e i gesti di Draghi ci hanno trasmesso la sensazione, e anche qualcosa di più, che i tempi peggiori siano alle nostre spalle. Anche oltre le parole pur sempre prudenti che il banchiere centrale italiano ha usato per descrivere l'andamento degli indicatori macroeconomici che pur tendono alla normalizzazione.

Anche nel comunicato dato alla stampa non si leggono più quelle frasi apodittiche che in questi anni hanno trasferito all'opinione pubblica il senso dell'emergenza finanziaria e monetaria che stavamo vivendo, a partire, tanto per intenderci, da quel "Ricorreremo a tutti gli strumenti disponibili" che sembrava quasi una minaccia per chi avrebbe ostacolato la strategia di Francoforte. Non esiste più insomma quella urgenza che costituiva invece il filo conduttore di tutti gli statement della Bce.

Per ora comunque la politica monetaria non cambia. I tassi rimangono bassi, proseguono fino alla fine del  2017 gli acquisti mensili di titoli, massima permane la concentrazione sull'andamento  dell'inflazione. Un dato questo in risalita verso il 2% voluto dalla Bce, ma non ancora "sano" in quanto pesantemente caratterizzato dai rincari energetici. Viene confermata una crescita economica, con un aumento del pil dell'area più soddisfacente, l'acquisizione di 4 milioni di posti di lavoro in più ed anche una distensione delle condizioni del credito. Ma rimangono forti incognite sul livello dei salari, ancora troppo basso, e quindi non in grado di favorire una crescita buona dell'inflazione e soprattutto una estrema pigrizia dei governi sul fronte delle riforme strutturali e fiscali.

Ma comunque, sornione, SuperMario guarda con un cauto ottimismo al futuro, ma non vuole per il momento azzardare mosse frettolose. Anche perché andiamo incontro ad una fase politicamente incerta con la stagione elettorale che riguarderà Olanda, Francia, Germania e forse Italia. Meglio allora mantenere le attuali condizioni per aspettare questa evoluzione, anche se eventi recenti di grande impatto politico come la Brexit e la vittoria di Donald Trump non hanno provocato sfracelli.

Intanto Draghi si prepara al G20 in Germania che segnerà l'esordio della nuova amministrazione americana. In Bce si vive con qualche preoccupazione questa nuova stagione. Gli annunci per un ritorno al protezionismo commerciale e Il rischioso allentamento dei vincoli regolamentari sui mercati finanziari Usa sono elementi potenzialmente in grado di turbare i difficili equilibri costruiti nel mondo occidentale in questi anni, grazie anche al decisivo ruolo della Banca centrale.

Giuliano Zoppis

(ITALPRESS).

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