OROSCOPO
martedì 19 settembre 2017
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CONTI PUBBLICI IN ATTESA DI BRUXELLES

18 aprile 2017

Il Governo ha approvato due fondamentali documenti di finanza pubblica, rispondendo da un lato alla pressante richiesta di Bruxelles per una manovra di aggiustamento dei conti, dall'altro alle scadenze imposte dalla legge per la presentazione del massimo testo di politica fiscale, il Def. 
Come ormai succede da un po' di anni, in entrambi i casi, i documenti sono stati presentati all'opinione pubblica per grandi linee, con i soli titoli dei provvedimenti, e per leggerli nel dettaglio, come al solito, bisognerà aspettare giorni se non settimane, prima che approdino in Parlamento. Oggetto, come saranno, delle varie negoziazioni e aggiustamenti fra i centri del potere economico. Questo non significa che non si possa tracciare una linea di tendenza rispetto alle decisioni prese e alle intenzioni annunciate. Ne emerge, in generale, una evidente prudenza da parte del Governo rispetto a uno scenario in cui dominano due pressioni forti e parallele. Da un lato un possibile improvviso mutamento della scena politica che possa portare rapidamente alle elezioni. E per un Gabinetto che apertamente si ispira e si richiama, negli atteggiamenti e negli uomini che lo compongono, al suo predecessore, appare un rischio troppo grande quello di assumere decisioni impopolari alla vigilia del voto. Dall'altro incombono però i diktat di Bruxelles che, "forte" della sua manica larga che ha portato ad una flessibilità di ben 19 miliardi a favore dell'Italia negli ultimi due anni, vuole ore un severo rispetto delle condizioni previste dal cosiddetto Fiscal Compact. Ecco allora il varo della manovrina da 3,4 miliardi, vale a dire lo 0,3% del Pil. 

Nel Def importanti orientamenti, ma anche brusche frenate. Sicuramente interessante l'intenzione di accelerare sugli investimenti infrastrutturali, anche se di questi annunci ne abbiamo visto almeno una ventina negli ultimi venti anni. Di contro appare scontato, anche se deludente, il mancato intervento sulle aliquote Irpef, anche se il Governo promette di alleggerire il pesante fardello che grava sui lavoratori con il cosiddetto cuneo fiscale. Insomma quella prudenza di cui dicevamo caratterizza il comportamento di un Governo che si sente precario e che deve affidarsi anche per il 2018 alla clemenza della UE. Se così non fosse, difficile ipotizzare un intervento a tutto tondo favorevole alle politiche di crescita, dovendo piuttosto pensare ad un rafforzamento di una manovra che per fine anno già si calcola attorno ai 18 miliardi. Un bel problema, oltretutto condizionato da tensioni evidenti all'interno dell'Esecutivo che incidono, per esempio, su un programma di privatizzazioni che i mercati aspettavano con impazienza, in un quadro economico in cui stenta a decollare anche un vero quadro legislativo favorevole alla concorrenza. Altre incognite derivano poi dal blocco degli aumenti Iva e dai fondi necessari al finanziamento del rinnovo contrattuale degli statali. In tutto questo non poche preoccupazioni arrivano, anche per le pressioni della UE, per vicende tutte italiane che macchiano in modo pesante la nostra reputazione. 

A partite dalla drammatica situazione finanziaria di alcune nostre banche gravate da livelli record di sofferenze e arrivate a questo punto anche a causa dei "comportamenti fraudolenti" dei loro vertici, come ha denunciato tre giorni fa il Governatore della Banca d'Italia. Banche che ormai gravano sulle tasche dei cittadini italiani, come dimostrano i primi 10 miliardi contabilizzati nei documenti di finanza pubblica, soldi che andranno ad aumentare il nostro già pesante debito pubblico. Ma gravi difficoltà attraversano altre nostre aziende di punta, a partire da quella Alitalia a cui non sono serviti i successivi interventi di azionisti sempre diversi e i tanti miliardi erogati dallo Stato. 
(ITALPRESS).

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