OROSCOPO
giovedì 19 ottobre 2017
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BANCHE, UNA COMMISSIONE CHE NASCE ZOPPA

2 ottobre 2017

Dopo mesi e mesi di (voluto) stallo si è insediata l'attesissima Commissione d'inchiesta sul sistema bancario. Nasce di fatto ultra zoppa. Con un presidente, Pierferdinando Casini, che in svariate occasioni ha dichiarato di non credere alla utilità della sua costituzione. Con un periodo di lavoro limitatissimo, avendo come obiettivo temporale lo scioglimento delle Camere per andare al voto. Con una diversità di obiettivi enorme a seconda della appartenenza ai vari gruppi politici. Ecco allora che una partenza così ritardata di questa istituzione ne vanifica di fatto la sua utilità, che sarebbe stata ben altra se davvero fosse nata avendo di fronte almeno due anni di lavoro. Parliamoci chiaro, le commissioni parlamentari di inchiesta hanno avuto in Italia ben poca fortuna e ottenuto scarsi risultati, a parte lodevoli eccezioni come quella sulla P2. Eppure le vicende recenti della storia finanziaria italiana avrebbero ampiamente giustificato una riflessione su quello che è successo in Italia, ampliata grazie ai poteri speciali di inchiesta di cui godono queste commissioni parlamentari. Le vicende che hanno coinvolto le banche italiane negli ultimi venti anni passeranno alla storia di questo paese come la più grave crisi che il settore ha mai attraversato. E non solo per le naturali e nefaste conseguenze della peggiore recessioni di sempre, ma anche per i gravissimi fatti di malversazione e mala gestio che anche il Governatore della Banca d'Italia ha più volte denunciato nei suoi interventi. 

La sfilza di banchieri inquisiti indicati dalla cronaca ne è una prova. Quello che è successo in questi anni sta profondamente cambiando un panorama che si voleva disegnare come virtuoso. È crollato il mito della banca del territorio. Proprio in questo segmento di attività bancaria, spesso governato dal sottopotere locale, si sono determinati i più gravi sconquassi con i successivi necessari interventi operati da Via Nazionale. Basta vedere in questo senso i nomi delle banche via via "salvate" dagli interventi di altri banche e dallo Stato. 

Che, smentendo le favolette circolate sul non intaccamento del denaro pubblico, ha ormai impegnato oltre due decine di miliardi per tenere a galla i tre istituti maggiormente coinvolti dal fallimento delle loro attività. Per non parlar delle casse di risparmio che stanno per finire in mani francesi. Per non parlare dell'elenco di banche di credito cooperativo che affollano la lista delle banche commissariate dalla Banca d'Italia. Insomma la Commissione di inchiesta un pò di lavoro lo avrebbe avuto da fare. Ma non avverrà. Dopo qualche bagno di facile demagogia ad usum partiti tutto finirà un una bolla di sapone.
(ITALPRESS).

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