MIELI "DO 7 A MONTI, MA ORA METTERE IN GIOCO PATRIMONIO PUBBLICO"

3 gennaio 2012

CORTINA D’AMPEZZO (BELLUNO) (ITALPRESS) – “Do 7 al Governo Monti, ma mi aspetto fin dalle prossime settimane qualcosa di importante perche’ bisognera’ fare una manovra diversa, che metta in gioco il patrimonio pubblico, ben piu’ forte di quella attuale”. Lo ha detto Paolo Mieli, presidente di Rcs Libri, rispondendo ad Enrico Cisnetto nel corso di “Cortina InConTra”. Parlando dell’articolo 18, “nonostante sia l’Europa a chiederci di mettervi mano per equipararci al resto del Continente, sono certo che alla fine non sara’ toccato – ha spiegato Mieli -. Ci sono alcuni segnali inequivocabili: se un ministro, dopo aver rilasciato un’intervista in cui si dimostra possibilista e’ poi costretto a smentire se stesso perche’ lo scontro si sta inasprendo eccessivamente, significa che quei provvedimenti non saranno presi. Purtroppo. La sinistra deve uscire da un fraintendimento, per cui ci sono dei temi tabu’, intoccabili. Non e’ un caso che persone come Pietro Ichino rischiano la propria vita ogni qualvolta si apprestano a parlare di certi argomenti”. L’ex direttore del Corriere della Sera ha risposto anche a una domanda di Cisnetto su chi possa essere il prossimo leader che rappresentera’ il Pdl alle elezioni: “Puo’ essere Alfano, anche se gia’ non riscuote piu’ i consensi iniziali; puo’ essere Berlusconi, anche se ha dichiarato piu’ volte di volersi fare da parte e io inizio a credergli; ma io penso anche a una terza persona, qualcuno oggi estraneo al partito. Ce l’ho in testa, ma non lo dico nemmeno sotto tortura”.
E’ stato anche affrontato l’argomento Quirinale, e Mieli ha affermato: “Come Ciampi, credo che Napolitano non accettera’ un rinnovo di mandato, ma anche per questo la vicenda del nuovo presidente della Repubblica condizionera’ e forse inquinera’ la vita politica dei prossimi mesi”. Infine, un riferimento alla situazione meridionale: “Ancora oggi il Sud vive una condizione estremamente problematica, che si traduce in un enorme aumento della spesa pubblica – soprattutto sanitaria – anche e soprattutto se paragonata a quella di altre regioni. Per questo motivo, penso che il Sud vada commissariato”.
(ITALPRESS).


Share |