"MONDI IMMAGINARI" E LA DURA VITA DEI PREFETTI

3 gennaio 2012

CORTINA D’AMPEZZO (BELLUNO) (ITALPRESS) – Tanti gli spunti di riflessione ieri a “Cortina InConTra” prodotti dal presidente di Rcs Libri Paolo Mieli. Il dialogo con Enrico Cisnetto e’ partito dal governo Monti (cui Mieli da’ un 7 in attesa della “fase due”), spaziando sulla manovra, il sud, Pd e Pdl. Di sera poi spazio alla musica con Amedeo Minghi all’Hotel Miramonti. Oggi alle 18 all’Audi Palace “Mondi immaginari, il mondo da immaginare”. Ne parlano Maurizio Sacconi, senatore del Pdl, autore de “Ai liberi e forti” (Mondadori); Fernando Savater, filosofo e scrittore, autore de “Luoghi lontani e mondi immaginari” (Passigli Editore); Cesare De Michelis, presidente Marsilio. Conduce Enrico Cisnetto di “Cortina InConTra”.
Cerchiamo di capire il futuro, tra l’utopia dalla creazione letteraria e la pratica della politica responsabile. Grazie ad uno dei piu’ grandi scrittori del mondo e un politico che ha lanciato un manifesto per unire la comunita’ dei “liberi e forti”. Prendete il piu’ noto degli intellettuali spagnoli ed europei, che si e’ distinto per il suo pensiero libertario e anticonformista. Mettetelo a confronto con un uomo politico che unendo la sua ascendenza socialista con una forte spiritualita’ da tempo si e’ segnalato per una visione comunitaria della vita e dell’organizzazione della societa’. Aggiungete un intellettuale, che di mestiere fa l’editore e conosce come pochi il rapporto tra letteratura, filosofia e politica. Non potra’ che scaturirne un dialogo di altissimo livello, utile per capire cosa ci aspetta in una fase di crisi e di cambiamenti epocali. Saggista, narratore e drammaturgo, docente di Filosofia all’Universita’ di Madrid, collaboratore de El Pais, Savater e’ autore di un nuovo libro edito da Passigli in cui si esalta l’arte di raccontare storie contro ogni pregiudizio. Ex ministro del Lavoro, Sacconi ha scritto un libro dal cui sottotitolo – “valori, visione e forma politica di un popolo in cammino” – si evince come al centro del suo pensiero e della sua azione ci sia la triade “persona, famiglia, comunita’”.
Alle 22 al “Miramonti Majestic Grand Hotel” “Il (difficile) mestiere di prefetto”, dialogo tra Paolo Padoin, prefetto Firenze, autore de “Il prefetto. Questo sconosciuto” (Pintore), e Stefano Passigli, docente di Scienza Politica all’Universita’ di Firenze.
Una missione delicata quella del Prefetto, che si trova a gestire situazioni diverse, dall’emergenza provocata dalle calamita’ naturali ai piu’ svariati problemi di convivenza civile. Il 13 dicembre scorso, l’omicidio di due senegalesi a Firenze, ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica e dei mass media un episodio di grave violenza nei confronti degli immigrati che alcuni hanno etichettato “di stampo razzista”. Firenze si e’ sempre dimostrata ed e’ una citta’ civile e con nobili tradizioni di accoglienza fin dai tempi del sindaco Giorgio La Pira. L’episodio di Firenze, frutto di un atto di una persona venuta da fuori, puo’ considerarsi l’inizio di altri folli gesti? Per conoscere meglio le funzioni del prefetto e per rispondere a questo quesito abbiamo chiamato il prefetto della provincia toscana, nella speranza di capire insieme a lui quali possano essere gli scenari futuri. Perche’ episodi del genere, in un’Italia che riceve dagli immigrati regolari quasi il 10% dell’intera ricchezza prodotta, non si ripetano piu’.
(ITALPRESS).


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