ANCI: UNIONI COMUNI, DETERMINATI I CONTRIBUTI STATALI PER IL 2010

9 dicembre 2010

ROMA (ITALPRESS) – “Diamo atto ancora una volta al Ministero dell’Interno di aver fatto il possibile per comunicare quanto prima questi dati, anche se occorre trovare modalita’ che consentano di acquisire tali comunicazioni non oltre i termini utili per l’assestamento di bilancio”. Lo afferma Dimitri Tasso, coordinatore nazionale Unioni Comuni per l’Anci, dopo che il ministero dell’Interno ha comunicato la ripartizione dei contributi spettanti alle Unioni di Comuni per l’anno in corso. “Ma il problema vero e’ un altro – prosegue Tasso – dopo la previsione dell’obbligatorieta’ della gestione associate delle funzioni fondamentali dei Comuni, i piccoli Comuni e gli Amministratori locali si stanno muovendo unicamente con le loro forze e con il supporto dell’Anci per capire come poter ottemperare agli obblighi di legge, senza rinunciare per questo alla loro autonomia ed alla volonta’ di associarsi, con tempi e modalita’ pero’ funzionali e adeguate, innanzitutto, ai loro cittadini”. “Se il Governo centrale e quelli regionali hanno realmente intenzione di realizzare qualcosa di utile, innovativo e oserei direi di portata storica nel nostro Paese, attraverso una convinta promozione e concreto sostegno alle gestioni associate tra i Comuni, e’ proprio dai Comuni che deve partire e ritornare ogni dialogo ed ogni decisione da assumere, a pena di provocare altrimenti ulteriore confusione e farraginosita’ nel modo di amministrare, tutt’altro che quella semplificazione ovunque a parole auspicata”. Le oltre 300 Unioni costituite volontariamente nell’ultimo decennio con contributi statali sempre piu’ ridotti, stanno dando prova di una chiara manifestazione di volonta’ in tale direzione, comprendendo che “il campanile” e l’identita’ locale, grazie all’Unione, ne possono uscire rafforzati a vantaggio dell’intero Paese. “Per fare questo pero’ i conti, ad oggi, non tornano: al massimo sforzo richiesto ai Comuni con l’obbligo di gestire praticamente tutto in forma associata, devono seguire politiche di seria incentivazione e di avvio di questi percorsi, come sta avvenendo con successo nella vicina Francia dove la legge Cheve’nement, approvata nel 1999 sulla promozione dell’associazionismo e’ seguita una possente iniezione di contributi statali, ben comprendendo la strategicita’ di investire nei territori per realizzare un riordino dell’amministrazione locale”, conclude Tasso, che ricorda “il grande lavoro fatto anche dalle Regioni negli ultimi anni, ma in un quadro complessivo ancora molto incerto”.
(ITALPRESS).


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