ROMA (ITALPRESS) – Siamo talmente avidi che in un anno ‘divoriamo’ le risorse naturali di un Pianeta e mezzo (in parole povere utilizziamo risorse oltre la capacita’ che i sistemi naturali hanno di rigenerarle attraverso i loro cicli vitali). Una voracita’ che ha provocato, solo fra il 1970 e il 2008, la perdita del 30% di biodiversita’ a livello globale con punte del 60% nei Tropici, tra le aree geografiche piu’ colpite del mondo. Un trend di sovrasfruttamento confermato anche dai dati sull’impronta ecologica degli ultimi anni: nel 2008, infatti, a fronte di una biocapacita’ (cioe’ della capacita’ che i sistemi naturali hanno di produrre risorse biologiche utilizzabili dagli esseri umani) della Terra di 12 miliardi di ettari globali (Gha), corrispondenti ad una ‘porzione’ pro capite media di 1,8 gha – che nel 1961 era di 3,2 ettari globale, quasi il triplo – si e’ registrata un’impronta ecologica umana di 18,2 miliardi di gha complessivi per una quota procapite di 2,7 gha. In Italia superiamo addirittura la media mondiale con un consumo annuale di ben 2,5 Pianeti e una quota pro capite di 4,5 gha. E’ la fotografia scattata dal Wwf con l’edizione 2012 del ‘Living Planet Report’, l’indagine biennale che fa il punto sulla salute della Terra, diffusa oggi dall’associazione del Panda in vista del vertice mondiale sullo Sviluppo Sostenibile ‘Rio+20’ (che si terra’ a Rio de Janeiro dal 20 al 22 giugno), e nel corso della campagna ‘Un Mare di Oasi per te’ per la salvaguardia delle coste italiane in occasione della Festa delle Oasi WWF 2012 (20 maggio).
L’Indice del Pianeta Vivente che misura lo stato di salute della biodiversita’ della Terra in questo rapporto ha anlizzato 9.000 popolazioni di specie di Vertebrati (mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci di oltre 2.600 specie ed ha indicato una riduzione globale del 30%, dal 1970 ad oggi. Cinque sono le mosse per salvare il Pianeta indicate dal Wwf, nel rapporto “Living Planet”, che vanno dalla protezione del capitale naturale all’orientamento dei flussi finanziari fino alla gestione equa delle risorse.
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